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GARANTE PRIVACYGDPRPUBBLICAZIONISANZIONI““Revenge Porn” – il Garante dalle parole passa ai fatti: ingiunti Facebook, Instagram e Google ad adottare immediatamente tutte le misure possibili per impedire la diffusione di materiale segnalato e non ancora online”

10 Giugno 20220

Il Revenge porn è una piaga sociale, capace di sconvolgere drammaticamente la vita delle sue vittime. I materiali illeciti postati in rete, se non bloccati tempestivamente, per loro natura difficilmente possono essere arginati e rimossi. Il legislatore italiano nel 2019 ha previsto un apposito reato per tali condotte, con pene severe per chi diffonde illecitamente immagini o video sessualmente espliciti. Il Garante privacy dopo aver attivato un canale per raccogliere le segnalazioni di chi teme di diventare vittima di Revenge porn, passa all’azione, ingiungendo alcuni tra i principali social Network ad attivarsi in via preventiva, in tutti i modi possibili, per bloccare del materiale audio/video/fotografico del quale si teme una diffusione illecita.

 

Cosa si intende per Revenge porn?

Per “Revenge porn” o “vendetta pornografica” si intende la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, divulgate solitamente dall’ex partner per vendetta. Una pratica che può sconvolgere profondamente la vita di una persona, che viene violata nella sua natura più profonda legata alla sfera sessuale e alla sua intimità. Il fenomeno, che già può avere effetti devastanti nella sfera emotiva di un adulto, è ancora più preoccupante e pericoloso quando coinvolge minori.

 

Con il Cyberbullismo, il Revenge porn, è sicuramente uno dei più temibili pericoli digitali di questo periodo storico

 

Il legislatore è corso ai ripari con il c.d. “Codice Rosso” (legge 19 luglio 2019, n. 69), con cui all’art. 612-ter c.p. ha introdotto il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, prevedendo per tale diffusione la pena della reclusione da 1 a 6 anni, con la previsione di varie aggravanti e una multa che può arrivare fino a 15.000€.

 

È sufficiente la previsione normativa del Codice Rosso?

Una condotta delittuosa come quella del Revenge porn può sconvolgere così profondamente la vita delle persone, che va bloccata prima che produca i suoi effetti.

Nel 2021 il Garante Privacy ha pubblicato un vademecum dove, oltre ad essere elencati una serie di suggerimenti per prevenire e difendersi da tali azioni delittuose, viene allestito, in via sperimentale, sul suo sito web, un canale per le segnalazioni preventive, a cui può accedere chiunque (dagli anni 14) che abbia fondato motivo di ritenere che registrazioni audio, immagini o video o altri documenti informatici a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano, destinati a rimanere privati, possano essere diffusi in rete.

 

Ad oggi ci sono novità?

Il Garante Privacy, con 5 recentissimi provvedimenti, ha ingiunto in via d’urgenza a Facebook, Instagram e Google di adottare immediatamente tutte le misure possibili volte ad impedire la diffusione sulle relative piattaforme del materiale segnalato sul canale dedicato, da alcune persone che ne temevano la messa online.

Il Garante Privacy dalle parole passa ai fatti!

Il Garante Privacy, con 5 recentissimi provvedimenti, ha ingiunto in via d’urgenza a Facebook, Instagram e Google di adottare immediatamente tutte le misure possibili volte ad impedire la diffusione sulle relative piattaforme del materiale segnalato sul canale dedicato, da alcune persone che ne temevano la messa online.

Specifiche tecnologie digitali, quindi, per riconoscere materiale illecito segnato e bloccarne la diffusione, allertando le piattaforme preventivamente, quando ancora esiste solo il sospetto o il pericolo che la condotta illecita si concretizzi.

Giocare d’anticipo potrebbe essere quindi l’arma vincente, in un mondo dove arginare tardivamente la diffusione di un video o una foto postati in rete, risulta troppo spesso una missione impossibile come recuperare una goccia d’acqua gettata nel mare.

Il Team ReNorm si associa all’appello del Garante Privacy, per il quale la prima difesa è la prudenza.

 

Tutelate sempre i vostri dati! Attenzione a cosa postate! Chiedete sempre il consenso nel postare immagini di terzi! Siate responsabili nel condividere video o foto dalla provenienza e dal contenuto dubbio!

E qualora ciò non dovesse bastare, non aspettate, il Garante privacy può aiutarvi: www.gpdp.it/revengeporn

Siamo qui per aiutarTi!

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